Lavoro e riabilitazione: l’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti


Uno dei maggiori problemi riguardante i tossicodipendenti è rappresentato dal fatto che circa l’80% di questi è disoccupato, eppure il lavoro si è dimostrato un importante fattore di riabilitazione e di reinserimento nella società, che riduce la probabilità di ricadute. Una maggiore percentuale di consumatori problematici di droghe inseriti nel mondo del lavoro corrisponderebbe a una maggiore percentuale di persone che conseguono il recupero e ad una riduzione del crimine. Fatto ancora più importante, molti tossicodipendenti disoccupati vogliono lavorare e ne riconoscono l’importanza per costruire una vita “normale”.
La Commissione inglese per le politiche in materia di droga (UKDPC) ha prodotto un report che affronta questa tematica e solleva la necessità di provvedimenti per superare gli ostacoli che impediscono l’inserimento lavorativo di persone riabilitate. Il report “Working towards recovery: getting problem drug users into jobs” anche se contestualizzato nel Regno Unito, offre interessanti spunti rispetto alle possibili strategie per l’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti, ad esempio incentivi economici a favore dei datori di lavoro, oppure misure di tutela legale a favore del lavoratore.
L’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti rappresenta un traguardo critico, che implica la soluzione di una serie di bisogni primari come lo stato di salute fisica e mentale e una sistemazione adeguata. Molti datori di lavoro sono riluttanti ad assumere ex tossicodipendenti; le principali preoccupazioni espresse riguardano la necessità di persone “adatte” al lavoro e il rischio potenziale che un ex tossicodipendente può rappresentare per la propria attività e per i propri dipendenti. Circa i due terzi dei datori intervistati hanno affermato che non assumerebbero un ex tossicodipendente, anche nel caso in cui la persona fosse in possesso dei requisiti e delle competenze richieste per il lavoro. Tuttavia le opportunità di lavoro possono essere aumentate consentendo ai datori di lavoro di gestire il rischio percepito e superando lo stigma associato alla figura dell’ex tossicodipendente.

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