Neuroscienze: scoperta la RAM del cervello umano


È stato per la prima volta identificato il meccanismo responsabile della memoria a breve termine, che rivela come il cervello trattenga le informazioni temporanee. Singole cellule nervose, collocate nel lobo frontale del cervello, trattengono temporaneamente il ricordo di informazioni che vengono rapidamente e continuamente aggiornate. La scoperta di un gruppo di ricercatori del Southwestern Medical Center dell’Università del Texas, pubblicata a febbraio su Nature Neuroscience, potrebbe avere importanti implicazioni per la tossicodipendenza, i deficit di attenzione e la perdita di memoria correlata allo stress.
I ricordi permanenti sono immagazzinati grazie all’attività del neurotrasmettitore eccitatorio glutammato, che attiva i canali ionici delle cellule nervose per riorganizzare e rafforzare la connessione intracellulare. Questo però è un processo lungo, può impiegare minuti ma anche ore, ed è troppo lento per gestire rapidamente le informazioni in entrata. I ricercatori hanno scoperto che le informazioni che in ogni istante entrano nel nostro cervello attivano un processo di memoria cellulare, la trasmissione del glutammato metabotropico, che rende possibile mantenere il ricordo di tali informazioni per circa un minuto.
I ricercatori hanno esaminato le cellule cerebrali impiegando dispositivi in nanoscala per misurare il processo di formazione della memoria e comprendere quali possano essere gli effetti delle droghe sulla memoria. Utilizzando topi da laboratorio con dipendenza da cocaina, è emerso infatti che l’esposizione ripetuta alla sostanza riduce l’attivazione del processo di memoria cellulare. Gli effetti delle droghe danneggerebbero quindi la capacità della memoria tampone di trattenere informazioni temporanee.

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